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Castello di Torrechiara

Il toponimo "Torrechiara" deriva con ogni probabilità da "torchio", in riferimento ai torchi per la produzione dell'olio: fonti medievali documentano infatti la diffusa coltivazione di ulivi in questa zona. Negli anni tuttavia si è affermata una seconda ipotesi di grande suggestione, che individua nell'aggettivo "chiara" il riferimento a Bianca, la donna in onore della quale Pier Maria Rossi eresse il meraviglioso maniero irto di "torri" che domina il paese.

Il nobile Pier Maria Rossi (1413-1482), marchese di San Secondo e conte di Berceto, già valente condottiero al servizio dei Visconti e degli Sforza a Milano, si ritirò nelle terre natie, dedicandosi a consolidare i suoi vasti possedimenti, costruendo il castello di Roccabianca e quello appunto di Torrechiara tra il 1448 e il 1460. La rocca venne realizzata sulle rovine di un precedente edificio fortificato, di cui sono visibili solo pochi resti e progettata con buona probabilità dallo stesso Pier Maria Rossi, uomo di raffinata cultura umanistica, esperto di arte militare ed architettura. Sembra, peraltro, che i bastioni e le cortine murarie rivelino relazioni proporzionali rapportabili alle consonanze musicali, ispirate alla geometria pitagorico-platonica che influenzò l'arte del Rinascimento. Appositamente elevato su di un colle roccioso per motivi difensivi il maniero presenta tuttavia un impianto regolare tipico dei castelli di pianura: una rocca "altiera et felice" dunque – come recita l'iscrizione che il Rossi stesso dettò al lapicida - perché sa fondere con rara armonia i caratteri funzionali della fortezza con l'eleganza e la ricchezza proprie delle residenze nobiliari. Questa divenne infatti la dimora prediletta del conte e dell'amante Bianca Pellegrini, nobildonna conosciuta forse alla corte milanese e come lui sposata, ma alla quale egli rimase legato per tutta la vita.

Alla morte di Pier Maria il castello passò al figlio Guido Rossi, conquistato nel 1483 da Lodovico il Moro, fu confiscato dalla Camera ducale milanese e passò successivamente nelle mani di diverse famiglie nobiliari. Nel 1912, dopo la deprecabile dispersione degli arredi favorita dall'ultimo proprietario, fu acquisito al Demanio statale, oggi è un monumento nazionale tutelato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e considerato uno dei più significativi e meglio conservati esempi di architettura castellana del Quattrocento in Italia.

L'interno offre al visitatore un tripudio di sale affrescate, tra le quali la splendida Camera d'Oro considerata una delle più alte espressioni pittoriche del gotico internazionale in Italia: la stanza celebra il trionfo dell'amore dei due giovani signori, ma anche il prestigio della famiglia Rossi nel parmense, attraverso il viaggio immaginario di Bianca, "pellegrina" per amore, tra i vasti possedimenti e le terre del feudo. Il mirabile capolavoro, attribuito a Benedetto Bembo, documento iconografico prezioso per la precisa e minuziosa descrizione "al vero" dei castelli e del territorio, avvolge e coinvolge il visitatore in un susseguirsi dinamico quasi ‘cinematografico' di scene, dove la protagonista avanza con soave leggiadria tra le balze appenniniche, sotto un sole che trapunta di fiammeggianti raggi dorati il cielo patinato di cobalto. L'oro che ancora si coglie nel bagliore degli astri, nel fogliame e nei broccati degli abiti, rivestiva un tempo interamente le formelle di terracotta che ricamano la parte inferiore di tutte le pareti inondando di luce i visitatori della camera, che da ciò ha tratto il suo nome. Il ricordo di quella magia è adesso solo evocato nelle sobrie e "nude" formelle dove spiccano i due cuori di Bianca e Pier Maria avvinghiati in un abbraccio "digne et in eternum".

Di altissima qualità anche il grandioso ciclo decorativo tardocinquecentesco a grottesche realizzato da Cesare Baglione e la sua scuola: le sale di Giove, degli Angeli, dei Paesaggi, il salone degli stemmi ed il magnifico salone degli acrobati. L’intero complesso, che avvicenda a queste preziosissime sale suggestivi ambienti di servizio quali le cucine e le scuderie, è distribuito su due piani attorno al Cortile d’Onore, oggi teatro di importanti spettacoli ed eventi estivi. La struttura castellana è dotata di un ampio ed interessante sistema sotterraneo di segrete, aperte alle visite in alcune straordinarie occasioni; i recenti restauri hanno inoltre reso nuovamente fruibili gli originari e panoramici camminamenti di ronda.

Castello di Torrechiara
Biglietteria tel. 0521.355255

Apertura al pubblico
Tutto l’anno. Giorno di chiusura lunedì
Orario marzo/ottobre:
martedì, domenica e festivi 10,30 – 19,30* - gli altri giorni 8,30 – 19,30*
Orario novembre/febbraio:
sabato, domenica e festivi 10,00 – 17,00* - gli altri giorni 9,00 – 17,00*
(*ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura)
Prenotazione consigliata per gruppi numerosi e scolaresche

Informazioni turistiche
Ufficio IAT Torrechiara: 0521.355009 iat@comune.langhirano.pr.it

Museo Faustino Tanara via cesare battisti 20 langhirano Pr
info@museotanara.it

Orari ingresso libero e gratuito da lunedì a venerdì (orari da verificare)

Con il contributo di: Fondazione Cariparma

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