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Museo del risorgimento Faustino Tanara. Link Home

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Faustino Tanara

Nasce a Manzano, piccola frazione collinare del Comune di Langhirano, il 10 gennaio del 1831.

Di vivace intelligenza, all'età di undici anni viene avviato agli studi ecclesiastici presso il seminario di Berceto, dove impara egregiamente il latino e affina una robusta cultura classica, ma le sue inclinazioni e la sua indole lo avrebbero condotto lontano dal destino di prete. Faustino è attirato dagli scritti patriottici clandestini che penetrano nel collegio, si esalta alle notizie dei moti mazziniani e alla voce di Mazzini che tuona "l'Italia libera, Dio lo vuole!". Nel 1849 abbandona il seminario e si arruola volontario nelle truppe ducali di Parma, sotto il governo di Maria Luigia d'Austria. Partecipa all'attività della "Giovine Italia", come testimonia la corrispondenza tra Mazzini e Tanara conservata al museo, dove ricorre l'appellativo "Fratello". Nel 1859 Giuseppe Garibaldi, convocato da Cavour, riceve incarico di costituire il glorioso corpo dei Cacciatori delle Alpi per provocare la reazione austriaca e l'innesco della guerra di liberazione. È il primo grande appuntamento di Faustino Tanara con la storia: lo vediamo a Torino arruolarsi come Sergente Furiere dei Cacciatori e distinguersi in battaglia per le sue attitudini al comando, tanto da meritare la promozione a Tenente nel corpo dei Bersaglieri. L'anno successivo è l'unico langhiranese a combattere nella storica Spedizione dei Mille: alla testa dei suoi uomini contribuisce in modo determinante alla prima vittoria sulle truppe borboniche durante la battaglia di Calatafimi, dove Garibaldi lanciò il celebre grido: "Nino, qui si fa l'Italia o si muore!". Viene così promosso Capitano, poi Maggiore e nel '62 riceve dal Re la medaglia d'argento al Valor Militare. Nel 1863 sposa civilmente Virginia Costa: chiamerà la prima figlia Teresita come la primogenita di Garibaldi. Nel 1866 è di nuovo con il Generale nella campagna d'armi del Trentino e a Bezzecca viene ferito. Il 1869 è l'anno della famigerata tassa sul macinato, che vede disordini in tutto il Paese e sul nostro territorio particolarmente vivaci a Langhirano e Collecchio: Tanara, allora consigliere comunale, ottiene le dimissioni per protesta di tutto il Consiglio Comunale e l'occupazione del Municipio. Temendo la sua influenza sulla popolazione, in ostacolo all'applicazione della tassa, l'autorità politica ne ordina la carcerazione "preventiva" a Parma. Lo stesso anno è tra i fondatori della Fratellanza Artigiana Langhiranese, società di mutuo soccorso proletaria per assistenza previdenziale, sanitaria e pecuniaria: Garibaldi ne diventa Presidente e Mazzini Presidente onorario. Tanara tenta di collegare la causa nazionale alla "questione sociale", il coinvolgimento del proletariato soprattutto rurale nella causa patriottica, facendosi promotore nella sua terra di un "socialismo garibaldino" che mira alla giustizia tra le "classi".

Nel 1870 iniziano per Tanara le ultime battaglie risorgimentali, sempre al fianco di Garibaldi: scoppia la guerra Franco-Prussiana e il Generale organizza l’Armata dei Vosgi. Tanara assume il comando della Prima Legione dei Volontari Italiani (denominata "Legione Tanara") con il grado di Colonnello. Le dame di Chambéry confezionano e donano a Garibaldi una bandiera che il Generale consegna a Tanara per conservarla e "spiegarla assieme quando occorra", oggi esposta al museo. Debilitato dalla campagna di Francia, il 25 aprile 1876 Faustino Tanara si spegne a Langhirano: questa bandiera viene spiegata sul suo letto di morte, secondo il volere del Colonnello.

foto di Fustino Tanara
foto di Fustino Tanara casa natale Faustino Tanara, Manzano

Museo Faustino Tanara via cesare battisti 20 langhirano Pr
info@museotanara.it

Orari lun-ven:9-13 e 15-18

Con il contributo di: Fondazione Cariparma

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